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MARINELLA FIUME, La bolgia delle eretiche (2017)

Eretiche ovvero uomo e donna, maschio e femmina

Scrivere d’eresia non è facile perché facile non è che i vinti scrivano la storia come non l’hanno scritta le eretiche di Marinella Fiume – «figure forti di donne realmente vissute» – relegate dalla storia nella bolgia infernale che poi fra i viventi è la damnatio memoriae. 

Ma la storia poi ritorna – ancorché non si ripete – e ritornando s’imbatte nel tempo che è passato, e il tempo che è passato è galantuomo, riscatta l’umano dal conformismo acritico, dal perbenismo ipocrita, dalla banalità dilagante. 

Pure come colombe, prudenti come serpenti

Del galantuomo il tempo che ritorna ha la forza morale come quella d’Ulisse, ne ha anche le forme, la purezza e la semplicità delle colombe; la prudenza e l’astuzia, ove occorra, del serpente. Oppure assume le sembianze della curiosità discreta ma irremovibile come quella d’una intellettuale come Marinella Fiume, anch’essa eretica e graffiante, nella vita e nella scrittura, che supera la soglia dell’ovvietà, della parola paludata.

Tante eretiche, tante Sicilie

Le eretiche di Marinella Fiume – «Ursula venditrice di pianelle o suor Agueda arrestata come quietista; Francisca la “strega” o Garronfola l’affittaletti; Gertrude la terziaria o Sofonisba la pittrice; Peppa la cannoniera risorgimentale o Mariannina la poetessa» – queste «eretiche», entrano, finalmente, nel racconto storico, che ricompone – anche come metafora – la vicenda di queste donne siciliane (siciliane come le “tante Sicilie” di Bufalino, tante da non potersi contare), grandiosamente piccole e indifese che hanno attraversato Inquisizione e condanne, prigione e roghi, ritrovandosi infine – grazie alla narrazione che d’esse fa l’Autrice – su un piedistallo di schiettezza umana, purezza intellettuale, superiorità morale (G. Bassani). 

La dimensione femminile del vivente

Donne dimenticate d’un tempo che fu: tornano a vivere nei nostri giorni, fra di noi, con la maestria del linguaggio e l’originalità della narrazione di Marinella Fiume; ricordano la “dimensione femminile del vivente” (P. Barcellona) la quale – ancora oggi purtroppo compressa, conculcata, violata – accomuna invece il destino dell’essere umano in quanto tale, uomo e donna, maschio e femmina. Come sembra anche dirci questo esemplare e accattivante libro di Marinella Fiume.

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